OGNI MERCOLEDI' UN NUOVO ARTICOLO Raccontami la tua storia-SCRIVIMI-

9.11.13

Per un po' chiuderò' questo Blog.... Ma se necessitate di scrivermi fatelo pure ed io vi ascoltero'.

15.10.13

Ci sono storie e ... STORIE...

"Tutto in un abbraccio"


Ma perché di tanti proprio questo stesso posto
dove ci trovammo tardi e ci lasciamo troppo presto
che facciamo abbiamo chiesto e solo il vento ci ha risposto
tanto la sua musica va avanti pure senza testo
e ammazziamo il tempo e ammazza noi quel tempo indietro
e il sole taglia il mare e il nostro amore in due come un aratro
e finiamo tutta questa strada metro dopo metro
perché dietro a un gran finale serve sempre un bel teatro

e la canzone degli amori infelici
l'ultima occasione per attori e attrici

io non lo so perché ma è un po' buffo
stare io e te su un crepaccio
quasi come ad aspettare il tuffo
e buttare lì a casaccio un che di diverso
uno scherzo sì
come fossi io il tuo pagliaccio
cercare qui
dentro ad un setaccio ciò che è perso
o almeno poi
tutto quello che sta in un abbraccio
fra di noi

e non ci resta
che dipingere la scena con l'ultimo sguardo
come mettersi di schiena a quel falsario del ricordo
quanto abbiamo corso insieme per tagliare già il traguardo
tanto vincitori o vinti ci stringiamo in un accordo

se non siamo più come ci siamo amati
e non sapremo mai quel che saremmo stati

io non lo so com'è ma è successo
mentre prendo te col tuo braccio
con lo stesso impaccio allora e adesso
non so dire no uno straccio in più di parola
una sola no
sulle labbra dure di ghiaccio
morire un po'
come avessi un laccio sulla gola
ma tanto poi
tutto il resto è tutto in un abbraccio
tra di noi



11.9.13

il miracolo della vita.

Ho deciso di riaprire il tegami group, con un racconto e non con un’intervista.
Da pochi giorni sono diventata zia, per la prima volta.
Ho una sorella,poco piu’ piccola di me, di nome Marianna e il giorno 29 agosto, ha dato alla luce una bellissima bambina, di nome Emma.
Ho assistito a tutta la sua gravidanza e raccontero’ il nostro “piccolo miracolo”, visto con gli occhi di una sorellazia.









Sono passati gia’ 10 mesi, da quel giorno. Era il giorno di Natale , il Natale del 2012.
Io ero in cucina a mettere i piatti nella lavastoviglie, ad un certo punto arriva Mari (Mia sorella Marianna) e mi dice:
“Fra, vieni a tavola a  bere il caffè” , io le rispondo :”Mari, devo finire qui, lo bevo dopo” e Mari va nel salotto.
Dopo circa cinque minuti scarsi, la vedo tornare, dietro di lei mia mamma.
Guardo mia sorella, aveva gli occhi strani, avevo il terrore che mi dovesse dire qualcosa di brutto.
Ad un certo punto mi dice:”DIVENTERAI ZIA!!!!”, ora a rammentare mi vengono ancora gli  occhi lucidi.
Ho provato una gioia incontenibile.
“Amore mio, (le ho sussurrato all’orecchio), davvero’ diventero’ zia????”
E guardandomi negli occhi, appannati dalle lacrime, “si,zia Fra!!!”
E cosi’ il primo mese, scorre e va,con lui pure il secondo e anche il terzo.
Ed il terzo lo ricordo benissimo,lo rammento perchè abbiamo sentito il battito di quella dolce creatura che Mari, portava in grembo.
Il cuoricino batteva velocissimo, come le nostre emozioni.
Ed ecco arrivare anche aprile. Portando con se,la prima morfologica.
Ed ecco che, il battito, prende volto. Morfologica alla mano, si iniziano le “somiglianze”
“somiglia a me,no a me, no a lei,a lui…” e cosi’ via, per le altre due morfologiche.
 Arrivando ad agosto.
Ad agosto ho iniziato a realizzare, che , mia sorella,la mia piccolina, presto sarebbe diventata mamma.
Pianti incessanti, “la mia pastrocchia,mamma” …
E’ si, mamma.
29 agosto 2013 alle ore 15.31, mia sorella nell’ospedale di Gallarate, ha dato alla luce Emma.
Il nostro “piccolo miracolo” è tra noi e vedere Emma, appoggiata al petto di Marianna, mi ha fatto capire, quanto mamma fosse gia’, la mia piccola pastrocchia.
Sono zia e ringrazio mia sorella per avermi “regalato” un dono tanto speciale, mia nipote Emma.
Questa è una storia come tante altre,una storia fatta di felicita’.

La vita sa regalare anche cose belle e la nascita di un bambino è la cosa piu’ bella e speciale del mondo.

                                                                          Francesca by, Tegami Group

17.7.13

Buone ferie

Tegami Group va in vacanza e vi aspetta a settembre.
Vuoi raccontarmi la tua storia?
Vuoi condividere le tue gioie e i tuoi dolori?
Vuoi rimanere nell'anonimato?
Scrivimi....
tegamigroup@gmail.com




10.7.13

L'anoressia e le sue insidie.

Anoressia cos’è , ho ricercato su internet la definizione piu’ semplificata per spiegare questo male che devasta mente e corpo e mi sono imbattuta su questo bell’articolo di Albanesi (link)
Ma questa  intervista ha un volto,che “non ha nome”. (intervista anonima)





Cos’è per te l’anoressia?
L’anoressia per me è una malattia, sono consapevole di questo.
Il continuo controllo del cibo,il continuo controllo del corpo,ilo continuo controllo su tutto. Questa è per me l’anoressia.

Perché e in che modo si diventa anoressici?
Ognuno ha un proprio modo per diventarci, il mio non è stato dettato alla voglia di essere magra.
Il problema è stato scaturito dalle varie vicissitudini che la vita ha messo dinanzi al mio cammino. Sono arrivata ad un punto di essa dove non avevo piu’ voglia di vivere , volevo farla finita,ma non subito, mi volevo far “morire lentamente”.
Infatti non mi sono mai indotta il vomito,non mangiavo e basta.

3.7.13

Il disturbo di attacchi di panico.

La mente e le sue innumerevoli insidie.
Questa è la storia di Franca, una ragazza che per anni ha dovuto lottare con se stessa, annientando il disturbo degli attacchi di panico, che da anni le dava il tormento.
Lei ci dimostrera’ che è possibile “guarire”.






Franca quando hai iniziato a soffrire di attacchi di panico e perché?
Ho iniziato a soffrire di attacchi di panico all’eta’ di 16 anni,ricordo ancora e in maniera molto nitida , il giorno in cui la “bestia” ha varcato la porta della mia mente senza neppur chiedere il permesso.
Era novembre, mi trovavo a casa di amici, mi ero assopita sul divano, ricordo di aver fatto un balzo e di essermi svegliata terrorizzata.
Mi mancava l’aria, mi sentivo confusa ed avevo una gran paura di morire.
Chiedo al mio migliore amico all’epoca vicino di casa di portarmi via perché stavo malissimo. Sentivo il bisogno di dover sfuggire,avevo bisogno di rifugiarmi a casa mia.
Arrivata a casa, metto il pigiama e mi infilo a letto, ma ricordo di aver iniziato a tremare ed i tremori mescolati alla paura e la fame d’aria, mi impedivano di dormire. Rammento di esser scesa dal letto e a piedi scalzi di aver attraversato il cortile bussando alla finestra di Samuele (mio migliore amico)per chiedere aiuto :<<Samu aiuto sto morendo!!!>>
<< Non stai morendo, bevi la camomilla che ora ti passa>>.
 La magica camomilla riesce a tranquillizzare quei tremori terrorizzanti, tanto da decidere di tornare nel mio lettino.
Non faccio  in tempo a toccare con la testa  il cuscino che i tremori e le paure ricominciano a terrorizzarmi.
Mi rialzo dal letto e mia mamma percepisce che qualcosa non va’.
Che succede?:<<Mamma sto male,mamma ho paura di morire Mamma aiutami>>
 Un bagno caldo e quattro carezze per tranquillizzare il mio animo terrorizzato.
Dai Franca, vieni nel lettone con me e papa’…. Non esito e mi accoccolo accanto a lei…
Nessuno puo’ farmi del male accanto a mamma e papa’…
Quella notte non chiudo occhio, non smetto di tremare, non smetto di aver paura.
Quella notte fu l’inizio dell amia infelicita’.
Il perché ho iniziato a soffrire di attacchi di panico non c’è, per lo meno non è da ricercare in un singolo episodio.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso fu la morte di mio cugino di soli 19 anni.

19.6.13

Nostro figlio e la sua malattia.

Ci sono cose a cui non si riesce a trovare una spiegazione, una di queste è la storia che vado a scrivervi.
Sonia  e Roberto sono i genitori di Tommaso, un bambino di tre anni, affetto dalla sindrome muscolare Duchenne.







Sonia Roberto, cos’è la Duchenne?
E’ una malattia genetica degenerativa dei muscoli, che colpisce esclusivamente i maschi, tranne rarissime eccezioni. Già nell'infanzia i muscoli gradualmente si indeboliscono fino a costringere il bambino alla carrozzella.
E' una delle forme di distrofia muscolare più frequente e più grave.

12.6.13

Giro del Varesotto.

Eravamo quattro amici in pizzeria…., può sembrare l’inizio di una canzone, ma non è così !
E’ semplicemente l’inizio di un bel progetto pensato tra amici, amanti della corsa e delle corse.
E dalla passione e dall’amicizia un bel giorno è nato il GIRO del Varesotto.
Antonio Puricelli, uno dei soci fondatori, ci parlerà di questo evento che si è appena concluso riscuotendo anche quest’anno un grandissimo successo.






Quando è nato il giro e perché? 
Ricordo come se fosse ieri, era un venerdi’ sera di fine aprile del ’99 , io, Massimo, Giorgio, Gianni, avevamo appena gareggiato la serale della Gamba d’oro a San Giovanni di Oleggio.
Finita la gara decidiamo di fermarci a mangiare una pizza prima di rientrare a casa.
E tra una chiacchiera e l’altra, l’amico Giorgio esordi’ dicendo: Ragazzi, ma è possibile che per correre una serale, noi “Varesotti” dobbiamo spostarci sino qui?
La lampadina si accese magicamente nella mia testa : SERALE, GARA, CIRCUITO, TAPPE…
Ed il mese seguente a quella “mangiata” di pizza l’idea prese piede. Con un giro di telefonate tra vari amici e organizzatori le sei tappe presero volto: 28/05/1999 Besnate, 10/06 Cassano Magnago, 18/06 Cascinetta di Gallarate, 25/06 Villadosia, 30/06 Casorate e 08/07 Arsago Seprio.
La prima edizione del Giro del Varesotto, “nata in una pizzeria” ed “elaborata nei ritagli di tempo”, riscosse un discreto successo, 250/290 partecipanti a gara.
Ricordo che in quel periodo si parlava solo del giro. Quell’esperienza ci fece capire che l’idea era buona.
Sono passati 15 anni ….

5.6.13

Anche la banca ha un cuore.

Questa è la storia di un consulente che ogni giorno si trova a che fare con persone spesso purtroppo messe in ginocchio da questa crisi che latente sta rovinando chiunque.
Quanto è difficile “sottrarre” denaro a chi non ne ha!!!
(Il consulente per privacy dei suoi clienti ha deciso di rimanere anonimo)





Quanto difficile è questo periodo per la nostra economia?
Purtroppo è un periodo gravissimo dell’economia, uno fra i piu’ difficili che il mondo moderno si trova ad affrontare.
A pagarne le conseguenze maggiori, sono le piccole e le medie imprese, che hanno dovuto fare i "conti "troppo grandi per la loro realta’ .
Il periodo è duro, anzi durissimo, ma credo che con piccoli accorgimenti e cercando il “controllo dei costi”, (che è di fondamentale importanza), si porta’ uscirne “vincenti”.
Non è impossibile VINCERE!!!

29.5.13

Dalla Naja alla CRI.

Questa è la storia di Colum, che dal servizio civile si è appassionato al “MONDO CRI” sino a farne la sua professione.










Colum perché CRI?
CRI è nato per me  nel 2001.
La decisione di CRI è stata dettata dal fatto che, anziché ’adempiere il servizio militare , ho optato per il servizio civile e nei  10 mesi di servizio in me è maturata la voglia di “restare” CRI.
Sono passati ben 12 anni.

22.5.13

Sport e solidarieta'

Questa settimana non voglio scrivere nessuna intervista, ma voglio parlare di un progetto,lasciando la parola alla penna di Matteo.











A volte per attrarre l’attenzione non servono mille discorsi o fiumi di parole ma può basta un
semplice “folle” gesto, di quelli che ti strappano inaspettatamente un sorriso. E l’associazione Sport2Build ha deciso di intraprendere questa strada per “arrivare” agli occhi di più persone possibili. CRAZY FOR ZAMBIA, l'iniziativa benefica per cui tantissime persone da tutto il mondo stanno inviando via facebook una fotografia in bianco e nero con una pentola in testa. Un gesto “folle” per far conoscere l’associazione ed i suoi progetti
Un gesto folle, ma semplice come lo è il concetto che è alla base di Sport2Build ossia: lo sport non è fine a se stesso ma è un eccellente strumento di educazione e sviluppo. Ed è proprio dalla passione per lo sport di Matteo Sametti e Serena Borsani che nel 2010 nasce in Zambia Sport2Build Onlus. Ma è già dal 2006 che i due fondatori iniziano ad organizzare in terra africana varie corse podistiche coinvolgendo sempre più partecipanti fino a raggiungere medie di 500 giovani dai 6 ai 40 anni. Due circuiti annuali chiamati “Never give up!

15.5.13

Ricominciare a correre.


Iniziare a correre, smettere di correre e ritrovare la motivazione per farlo.
Perché?
Questa è la storia di Emanuele, che dopo un periodo avverso della sua vita ha ripreso a correre, ha ripreso a vivere.









Emanuele, quando hai iniziato a correre?
In verità sono “nato” come ciclista, ma, mi sono avvicinato al mondo del running nel 2010.
La scelta del podismo è nata quasi per “obbligo” poiché il tempo per allenarmi in  bici era divenuto poco a causa del mio lavoro che mi lasciava sempre meno spazio per la mia passione.
Per fare un buon allenamento in bici, il ciclista puo’ stare in “ballo” piu’ di due ore, mentre per il running il tempo è nettamente inferiore.
Mi appassiono alla corsa in brevissimo tempo e sempre in breve, decido di cimentarmi in una mezza maratona.
La voglia di macinare chilometri, mi ha “narcotizzato” a tal punto, da voler provare a percorrere la maratona.
E Venezia fu la scelta per la prima 42 k , dopo solo 5 mesi di podismo.
Non mi arrendo, non mi fermo e dall’entusiasmo di Venezia, dopo solo 3 settimane corro Torino a 5 al chilometro, concludendola in 15 minuti in meno di Venezia.

8.5.13

Il doping.


Il doping e il suo “mondo bastardo”
Cosa spinge un’atleta ad assumere doping?
Quali sono i pensieri che si insidiano nella mente di queste persone?
Un’intervista fatta ad un’atleta, che NON FA USO DI DOPING.
Ma che vuol dar “voce” a questo gravissimo fenomeno.

Perché secondo te si arriva a doparsi?
“Arrivare”, è il verbo piu’ azzeccato.
Al doping ci si arriva per gradi, nulla è fatto di getto.
E’ un lasciar sovrastare il “diavoletto” , che mette a zittire la nostra coscienza.
Chi arriva a fare uso di queste sostanze, lo fa principalmente per due motivazioni.
La prima è per “saziare il proprio ego”, bramare nella possibilità di sentirsi al “centro del mondo”.
La seconda è LA PAURA. Paura di non farcela, paura di deludere le aspettative di chi ci è accanto, paura di deludere noi stessi, paura di fallire il lavoro costruito in vari mesi, per arrivare a quella competizione al massimo della forma.
“ARRIVARE” perché, non accettiamo i nostri limiti, cerchiamo sempre di spingerci oltre, oltre quei “talenti” che madre natura ci ha concesso, desiderandone altri.

1.5.13

Il Vegan.

Cosa spinge una persona a diventare Vegan,
cosa significa essere Vegan e approcciare questo stile di vita?
Vegan uguale a privazione?
Di questo tema ci parlerà Alessandra, la proprietaria di un centro benessere sito in Samarate.

 

 
 
 
 
Alessandra, perché Vegan?
Vegan perché il cambiamento dovrebbe partire da noi stessi.
Vegan perché se si collaborasse gli uni con gli altri , il mondo potrebbe diventar migliore.
Vegan perché si dovrebbe incominciare con il rispettare oltre agli “umani” anche gli “animali e i vegetali” che io considero “ESSERI VIVENTI “ quanto me.
Vegan perché corpo sano e mente sana.

Alessandra, ci sei arrivata per gradi o la tua è stata una scelta netta, che ti ha portato a eliminare i prodotti di origine animale dalla tua tavola?
Ho iniziato con il diventare Vegetariana all’età di 18 anni, questo mio “approccio” è nato “dall’informazione”.
Spesso mi capitava di fermarmi ai banchetti animalisti, ascoltando e guardando immagini di animali maltrattati.
Da qui è innato in me un “senso di protezione”, avevo il desiderio “di proteggere” quei poveri animali “maltrattati”
Il Vegan è nato “spingendomi” sempre più nel “sapere” le sorti di questi poveri animali.
Ho scoperto che la mucca per darci il suo latte, viene tenuta in vita anni, ed in questi anni viene torturata, ho visto immagini di mucche con pus alle mammelle, mucche inseminate manualmente, mucche strappate ai propri piccoli.
Galline tenute in strettissime gabbie, in condizioni igieniche che farebbero rabbrividire chiunque.
E poi pensi, forse è meglio il destino di un animale da ”macello”, l’agonia dura molto meno.
E da qui il mio totale assenteismo su tutto cio’ che e’ derivato da animale.

24.4.13

L’Omosessualità’.

Quante domande su  questo tema, quanti perché e  quanti pregiudizi.
Si nasce omosessuali?
Si diventa omosessuali?
L’essere omosessuale è una  perversione?
A queste domande risponderà un ragazzo che ha deciso di rimanere anonimo.
Ma il suo rimanere anonimo, non significa aver paura di mostrarsi.





Quando hai scoperto della tua omosessualità?
Cos’hai provato?
Non ho mai scoperto la mia omosessualità, o meglio, non l’ho scoperta da un giorno all’altro, come tanti dichiarano, già dall’adolescenza, mi sono reso conto di essere più attratto dagli uomini che dalle donne.
Le donne mi affascinavano, ma per la loro estrema femminilità, ma non avevo nessun tipo di impulso sessuale verso loro.
Infatti questa mia “curiosità’” per il corpo maschile, mi ha spinto a “provare” poco dopo la fine dell’adolescenza.

16.4.13

Genitori e figli a confronto.

Genitori e figli a confronto.
Quanto è difficile crescere un figlio oggi, quant’è difficoltoso stabilire un rapporto tra figli adolescenti e genitori.
Adolescenza… un percorso molto faticoso della vita di un giovane,un periodo fatto di mutazioni fisiche e mentali.
Un periodo dove, si crede di essere ormai “grandi”, dove si crede di aver imparato già tutto dalla vita, dove credi che, il “genitore” sia quasi superfluo.Oggi a raccontarci la sua storia è un papà di una ragazza adolescente.
Ha deciso di rimanere anonimo, ma ugualmente vuole “raccontarsi” per star vicino a chi come lui, ha a che fare con “figli problematici”.




Cosa vuol dire vivere la vita di un figlio adolescente?
Oggi giorno è davvero complicato fare il genitore. Lo era anche un tempo,(poiché’ non ci si “insegna” padri o madri), ma diciamo che ad oggi , tutto viene complicato dal progresso.
Il progresso che, fa sentire noi “vecchi ignoranti” ed i nostri figli “grandi cervelloni onnipotenti”.
Con un esempio spiego il mio perché: Le istruzioni di qualsiasi apparecchio elettronico.
Un tempo, ricordo, che leggevo il manuale di istruzione prima di accingermi a azionarlo, ora invece: <<Papa’,sei sfigato,cosa fai?,leggi le istruzioni?, cia’, dammi qua!!!>>
Ed in men che non si dica, mi ritrovo con l’apparecchio funzionante e lei, mia  figlia che mi guarda come se tu fossi la persona piu’ incapace del mondo!!!


Quali problemi “gravi” hai riscontrato nel vostro rapporto?
Il primo problema, che poi è alla base di tutto è la scarsa comunicazione e la mancanza di “rispetto”.
Il dialogo è pari a zero e quando c’è è uno strillare, ammusarsi, ingiuriare e  sbattere porte.
Il tutto ha iniziato a variare, nel periodo post cresima, per poi arrivare a peggiorare con il cambio di scuola, al passaggio tra le medie e le superiori.
Proprio all’inizio dell’adolescenza.

10.4.13

Francesca e il suo correre.


La soluzione c’è sempre, una via d’uscita la si puo’ sempre trovare.
La trovi anche quando tutto attorno è buio , la trovi anche quando , alla fine del “tunnel” non vedi
la luce….
L’amore, quanto fa male L’amore.
Ho deciso di raccontarvi la mia storia.
Il mal d’amore, quel male che, prima o poi colpisce tutti.
Ma come si reagisce?
Io ho reagito cosi’.


 
Perché hai iniziato a correre? Da quanto pratichi questo sport?
Parto subito col dire che la corsa non è uno sport, ma uno stile di vita, detto questo posso raccontare il perché.
Io ho iniziato a correre esattamente 11 aprile 2012, il giorno in cui, visibilmente provata, mi sono avvicinata alla pista di Atletica di Casorate, per gareggiare sulla distanza dei 3000m.
Ero molto stanca, stravolta è la parola giusta.
9 aprile, 2 giorni prima, la mia relazione che durava da ben 9 anni, si è vista apparire la parola “FINE”.
Ricordo benissimo quel giorno, nella mia mente è ancora molto nitido.
Una coltellata, in pieno petto,il sangue dalla ferita lacerata scorreva a fiumi, ma sul mio viso nemmeno l’ombra di una lacrima.
Pietra, ero una statua, fredda, glaciale.
Dentro morivo, anzi ero gia’ morta.
Una sua foto postata su facebook, un “mi piace” cliccato .

3.4.13

I genitori sono i pilastri indistruttibili della nostra vita.


Sono coloro che, ci accompagnano mano per mano, ci sollevano dalle cadute e ci insegnano a trarre “vantaggi” da essa.
Ma quando uno dei due pilastri viene a mancare e lentamente si consuma dinanzi a occhi attoniti di chi li ama profondamente?
Questa è la storia di Consuelo, una giovane donna al quale un cancro ha strappato via la sua mamma.
Ed è qui per raccontare il suo vissuto, perché purtroppo questo dolore è “comune” a tanti.




Quel giorno in cui si scopre la causa ai malesseri, quel giorno in cui mai vorresti sentir pronunciare quella maledetta frase “ha un tumore” , vuoi raccontarla ?
Ricordo perfettamente quel giorno, lo ricordo proprio come se fosse ieri.
Era il 27 dicembre 2005, avevo 24 anni ed  ero incinta di 4 mesi.
Mi trovavo a Napoli, (ero scesa dalla famiglia del mio compagno) per festeggiare il capodanno.
Squilla il telefono e dall’altra parte mia sorella;:“Consu, Consu, sono all’ospedale con mamma, non preoccuparti, le hanno trovato dei calcoli, ma tutto bene, tranquilla.
Sfortunatamente, la voce di Tonia (mia sorella), smentiva la bugia che mi aveva appena detto, ma a parte questo, gia’ sentivo  che c’era qualcosa di ben piu’ grave.
Per proteggermi (ero incinta da 4 mesi) hanno cercato, “malamente” di tenermelo nascosto, ma il giorno in cui portarono ad analizzare la matassa, (per esser certi della diagnosi) io ero li, ero li accanto alla mamma e quella maledetta frase, rimbomba ancora nella mia mente.
“Abbiamo i risultati, purtroppo vostra madre, ha un tumore al pancreas”
Una doccia gelida, il sangue si è congelato nelle mie vene. Ho sentito il mio corpo precipitare in un abisso.
Era L’8 gennaio 2006.


27.3.13

I genitori si separano.


E i figli? Che fine fanno? Come staranno?
Li terra’ la madre, li terra’ il padre….
Giorni stabiliti per le visite, tribunali, avvocati, nei peggiori casi psicologi.
Queste sono appunto le problematiche , che possono insorgere, quando a carico si hanno figli minori.
Ma quando la separazione entra delle vite di figli gia’ grandi, sposarti ,magari con con figli?
Quando il genitore che si separa probabilmente è un nonno a tempo pieno?
Quando la coppia in questione ha alle spalle un matrimonio di 35/40 anni?
Cosa avviene nella vita di questi figli/genitori?
La protagonista di questa spiacevolissima storia è una figlia/mamma, di genitori separati.
Ha scelto di raccontarci la sua storia rimando anonima.

Come sei venuta a conoscenza della separazione?
Cosa è successo fuori e dentro di te?
“Papa’ ha un’altra donna, tuo padre mi ha tradita”
E’ stato il risveglio piu’ brutto della mia vita, quel risveglio dove le parole non lasciano spazio alle reazioni.
Il mio corpo inerte, ma la mia mente in quella frase ha ripercorso tutta la mia vita, rivivendo i momenti piu’ belli di vita familiare e cancellando quelli brutti.
Probabilmente non volevo accettare quella frase e quell’evocare immagini belle mi ha sicuramente tutelata dall’avere una reazione emotiva, che in quel momento non avrebbe di certo aiutato mia madre.
Ma dopo il “risveglio” le mille domande i mille pensieri e i mille perché.
Non sono mai andati d’accordo, fanno bene ,hanno preso la decisione giusta!
Ma perché papa’ non l’ha detto prima della sua relazione? (si sarebbero tolti un peso entrambi).
Perché papa’ mi ha ferita?
Perché papa’ mi ha voluto dare questo enorme dolore?
Perché papa’ non ha pensato a me, a noi, ai suoi figli?
Piu’ le domande avanzavano nella mia mente, piu’ il petto mi  faceva male.
Quelle domande mi stringevano il cuore recandomi un dolore mai provato sino ad ora.
E nella mia mente, invadente un’ immagine, oserei dire il colpo di grazia.
Eccoli mamma e papa’, vecchi, pieni di rughe, eccoli li dopo il “vaffanculo, sorridenti si scambiano una carezza in segno di pace”.
Eccoli li IMBRONCIATI, ma ancora insieme.