9.11.13
15.10.13
Ci sono storie e ... STORIE...
"Tutto
in un abbraccio"
Ma perché di
tanti proprio questo stesso posto
dove ci
trovammo tardi e ci lasciamo troppo presto
che facciamo
abbiamo chiesto e solo il vento ci ha risposto
tanto la sua
musica va avanti pure senza testo
e ammazziamo
il tempo e ammazza noi quel tempo indietro
e il sole
taglia il mare e il nostro amore in due come un aratro
e finiamo
tutta questa strada metro dopo metro
perché
dietro a un gran finale serve sempre un bel teatro
e la canzone
degli amori infelici
l'ultima
occasione per attori e attrici
io non lo so
perché ma è un po' buffo
stare io e
te su un crepaccio
quasi come
ad aspettare il tuffo
e buttare lì
a casaccio un che di diverso
uno scherzo
sì
come fossi
io il tuo pagliaccio
cercare qui
dentro ad un
setaccio ciò che è perso
o almeno poi
tutto quello
che sta in un abbraccio
fra di noi
e non ci
resta
che
dipingere la scena con l'ultimo sguardo
come
mettersi di schiena a quel falsario del ricordo
quanto
abbiamo corso insieme per tagliare già il traguardo
tanto
vincitori o vinti ci stringiamo in un accordo
se non siamo
più come ci siamo amati
e non
sapremo mai quel che saremmo stati
io non lo so
com'è ma è successo
mentre
prendo te col tuo braccio
con lo
stesso impaccio allora e adesso
non so dire
no uno straccio in più di parola
una sola no
sulle labbra
dure di ghiaccio
morire un
po'
come avessi
un laccio sulla gola
ma tanto poi
tutto il
resto è tutto in un abbraccio
tra di noi
11.9.13
il miracolo della vita.
Ho deciso di
riaprire il tegami group, con un racconto e non con un’intervista.
Da pochi
giorni sono diventata zia, per la prima volta.
Ho una
sorella,poco piu’ piccola di me, di nome Marianna e il giorno 29 agosto, ha
dato alla luce una bellissima bambina, di nome Emma.
Ho
assistito a tutta la sua gravidanza e
raccontero’ il nostro “piccolo miracolo”, visto con gli occhi di una
sorellazia.
Sono passati
gia’ 10 mesi, da quel giorno. Era il giorno di Natale , il Natale del 2012.
Io ero in
cucina a mettere i piatti nella lavastoviglie, ad un certo punto arriva Mari
(Mia sorella Marianna) e mi dice:
“Fra, vieni
a tavola a bere il caffè” , io le
rispondo :”Mari, devo finire qui, lo bevo dopo” e Mari va nel salotto.
Dopo circa
cinque minuti scarsi, la vedo tornare, dietro di lei mia mamma.
Guardo mia
sorella, aveva gli occhi strani, avevo il terrore che mi dovesse dire qualcosa
di brutto.
Ad un certo
punto mi dice:”DIVENTERAI ZIA!!!!”, ora a rammentare mi vengono ancora gli occhi lucidi.
Ho provato
una gioia incontenibile.
“Amore mio, (le
ho sussurrato all’orecchio), davvero’ diventero’ zia????”
E
guardandomi negli occhi, appannati dalle lacrime, “si,zia Fra!!!”
E cosi’ il
primo mese, scorre e va,con lui pure il secondo e anche il terzo.
Ed il terzo
lo ricordo benissimo,lo rammento perchè abbiamo sentito il battito di quella
dolce creatura che Mari, portava in grembo.
Il cuoricino
batteva velocissimo, come le nostre emozioni.
Ed ecco
arrivare anche aprile. Portando con se,la prima morfologica.
Ed ecco che,
il battito, prende volto. Morfologica alla mano, si iniziano le “somiglianze”
“somiglia a
me,no a me, no a lei,a lui…” e cosi’ via, per le altre due morfologiche.
Ad agosto ho
iniziato a realizzare, che , mia sorella,la mia piccolina, presto sarebbe
diventata mamma.
Pianti
incessanti, “la mia pastrocchia,mamma” …
E’ si,
mamma.
29 agosto
2013 alle ore 15.31, mia sorella nell’ospedale di Gallarate, ha dato alla luce
Emma.
Il nostro
“piccolo miracolo” è tra noi e vedere Emma, appoggiata al petto di Marianna, mi
ha fatto capire, quanto mamma fosse gia’, la mia piccola pastrocchia.
Sono zia e
ringrazio mia sorella per avermi “regalato” un dono tanto speciale, mia nipote
Emma.
Questa è una
storia come tante altre,una storia fatta di felicita’.
La vita sa
regalare anche cose belle e la nascita di un bambino è la cosa piu’ bella e
speciale del mondo.
Francesca by, Tegami Group
Ubicazione:
Gallarate VA, Italia
17.7.13
Buone ferie
Tegami Group va in vacanza e vi aspetta a settembre.
Vuoi raccontarmi la tua storia?
Vuoi condividere le tue gioie e i tuoi dolori?
Vuoi rimanere nell'anonimato?
Scrivimi....
tegamigroup@gmail.com
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Tegami group
10.7.13
L'anoressia e le sue insidie.
Anoressia
cos’è , ho ricercato su internet la definizione piu’ semplificata per spiegare
questo male che devasta mente e corpo e mi sono imbattuta su questo bell’articolo
di Albanesi (link)
Ma
questa intervista ha un volto,che “non
ha nome”. (intervista anonima)
Cos’è per te l’anoressia?
L’anoressia
per me è una malattia, sono consapevole di questo.
Il continuo
controllo del cibo,il continuo controllo del corpo,ilo continuo controllo su
tutto. Questa è per me l’anoressia.
Perché e in che modo si diventa anoressici?
Ognuno ha un
proprio modo per diventarci, il mio non è stato dettato alla voglia di essere
magra.
Il problema
è stato scaturito dalle varie vicissitudini che la vita ha messo dinanzi al mio
cammino. Sono arrivata ad un punto di essa dove non avevo piu’ voglia di vivere
, volevo farla finita,ma non subito, mi
volevo far “morire lentamente”.
Infatti non
mi sono mai indotta il vomito,non mangiavo e basta.
Ubicazione:
Lombardia, Italia
3.7.13
Il disturbo di attacchi di panico.
La mente e
le sue innumerevoli insidie.
Questa è la
storia di Franca, una ragazza che per anni ha dovuto lottare con se stessa,
annientando il disturbo degli attacchi di panico, che da anni le dava il
tormento.
Lei ci
dimostrera’ che è possibile “guarire”.
Franca quando hai iniziato a soffrire di attacchi di
panico e perché?
Ho iniziato
a soffrire di attacchi di panico all’eta’ di 16 anni,ricordo ancora e in
maniera molto nitida , il giorno in cui la “bestia” ha varcato la porta della
mia mente senza neppur chiedere il permesso.
Era
novembre, mi trovavo a casa di amici, mi ero assopita sul divano, ricordo di
aver fatto un balzo e di essermi svegliata terrorizzata.
Mi mancava l’aria,
mi sentivo confusa ed avevo una gran paura di morire.
Chiedo al
mio migliore amico all’epoca vicino di casa di portarmi via perché stavo
malissimo. Sentivo il bisogno di dover sfuggire,avevo bisogno di rifugiarmi a
casa mia.
Arrivata a
casa, metto il pigiama e mi infilo a letto, ma ricordo di aver iniziato a
tremare ed i tremori mescolati alla paura e la fame d’aria, mi impedivano di
dormire. Rammento di esser scesa dal letto e a piedi scalzi di aver
attraversato il cortile bussando alla finestra di Samuele (mio migliore amico)per
chiedere aiuto :<<Samu aiuto sto morendo!!!>>
<< Non
stai morendo, bevi la camomilla che ora ti passa>>.
La magica camomilla riesce a tranquillizzare
quei tremori terrorizzanti, tanto da decidere di tornare nel mio lettino.
Non faccio in tempo a toccare con la testa il cuscino che i tremori e le paure ricominciano
a terrorizzarmi.
Mi rialzo
dal letto e mia mamma percepisce che qualcosa non va’.
Che
succede?:<<Mamma sto male,mamma ho paura di morire Mamma aiutami>>
Un bagno caldo e quattro carezze per
tranquillizzare il mio animo terrorizzato.
Dai Franca,
vieni nel lettone con me e papa’…. Non esito e mi accoccolo accanto a lei…
Nessuno puo’
farmi del male accanto a mamma e papa’…
Quella notte
non chiudo occhio, non smetto di tremare, non smetto di aver paura.
Quella notte
fu l’inizio dell amia infelicita’.
Il perché ho
iniziato a soffrire di attacchi di panico non c’è, per lo meno non è da
ricercare in un singolo episodio.
La goccia
che ha fatto traboccare il vaso fu la morte di mio cugino di soli 19 anni.
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19.6.13
Nostro figlio e la sua malattia.
Ci sono cose
a cui non si riesce a trovare una spiegazione, una di queste è la storia che
vado a scrivervi.
Sonia e Roberto sono i genitori di Tommaso, un
bambino di tre anni, affetto dalla sindrome muscolare Duchenne.
Sonia Roberto, cos’è la Duchenne?
E’ una malattia
genetica degenerativa dei muscoli, che colpisce esclusivamente i maschi, tranne
rarissime eccezioni. Già nell'infanzia i muscoli gradualmente si indeboliscono
fino a costringere il bambino alla carrozzella.
E' una delle
forme di distrofia muscolare più frequente e più grave.
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12.6.13
Giro del Varesotto.
E’ semplicemente l’inizio di un bel progetto pensato tra amici, amanti
della corsa e delle corse.
E dalla passione e dall’amicizia un bel giorno è nato il GIRO del Varesotto.
Antonio Puricelli, uno dei soci fondatori, ci parlerà di questo evento
che si è appena concluso riscuotendo anche quest’anno un grandissimo successo.
Quando è nato il giro e perché?
Ricordo come se fosse ieri, era un venerdi’ sera di fine aprile del ’99
, io, Massimo, Giorgio, Gianni, avevamo appena
gareggiato la serale della Gamba d’oro a San Giovanni di Oleggio.
Finita la gara decidiamo di fermarci a mangiare una pizza prima di
rientrare a casa.
E tra una chiacchiera e l’altra, l’amico Giorgio esordi’ dicendo:
Ragazzi, ma è possibile che per correre una serale, noi “Varesotti” dobbiamo
spostarci sino qui?
La lampadina si accese magicamente nella mia testa : SERALE, GARA, CIRCUITO,
TAPPE…
Ed il mese seguente a quella “mangiata” di pizza l’idea prese piede. Con
un giro di telefonate tra vari amici e organizzatori le sei tappe presero
volto: 28/05/1999 Besnate, 10/06 Cassano Magnago, 18/06 Cascinetta di
Gallarate, 25/06 Villadosia, 30/06 Casorate e 08/07 Arsago Seprio.
La prima edizione del Giro del Varesotto, “nata in una pizzeria” ed “elaborata nei ritagli di tempo”, riscosse un
discreto successo, 250/290 partecipanti a gara.
Ricordo che in quel periodo si parlava solo del giro. Quell’esperienza
ci fece capire che l’idea era buona.
Sono passati 15 anni ….
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5.6.13
Anche la banca ha un cuore.
Questa è la storia di un consulente che ogni giorno si trova a che fare con persone spesso purtroppo messe in ginocchio da questa crisi che latente sta rovinando chiunque.
Quanto difficile è questo periodo per la nostra economia?
Quanto è difficile “sottrarre” denaro a chi non ne ha!!!
(Il consulente per privacy dei suoi clienti ha deciso di rimanere anonimo)
Quanto difficile è questo periodo per la nostra economia?
Purtroppo è un periodo gravissimo dell’economia, uno fra i piu’ difficili che il mondo moderno si trova ad affrontare.
A pagarne le conseguenze maggiori, sono le piccole e le medie imprese, che hanno dovuto fare i "conti "troppo grandi per la loro realta’ .
Il periodo è duro, anzi durissimo, ma credo che con piccoli accorgimenti e cercando il “controllo dei costi”, (che è di fondamentale importanza), si porta’ uscirne “vincenti”.
Non è impossibile VINCERE!!!
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29.5.13
Dalla Naja alla CRI.
Questa è la
storia di Colum, che dal servizio civile si è appassionato al “MONDO CRI” sino
a farne la sua professione.
Colum perché CRI?
CRI è nato
per me nel 2001.
La decisione
di CRI è stata dettata dal fatto che, anziché ’adempiere il servizio militare ,
ho optato per il servizio civile e nei 10 mesi di servizio in me è maturata la voglia
di “restare” CRI.
Sono passati
ben 12 anni.
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22.5.13
Sport e solidarieta'
Questa settimana non voglio scrivere nessuna intervista, ma voglio parlare di un progetto,lasciando la parola alla penna di Matteo.
A volte per attrarre l’attenzione non servono mille discorsi
o fiumi di parole ma può basta un
semplice “folle” gesto, di quelli che ti strappano inaspettatamente un sorriso. E l’associazione Sport2Build ha deciso di intraprendere questa strada per “arrivare” agli occhi di più persone possibili. CRAZY FOR ZAMBIA, l'iniziativa benefica per cui tantissime persone da tutto il mondo stanno inviando via facebook una fotografia in bianco e nero con una pentola in testa. Un gesto “folle” per far conoscere l’associazione ed i suoi progetti
semplice “folle” gesto, di quelli che ti strappano inaspettatamente un sorriso. E l’associazione Sport2Build ha deciso di intraprendere questa strada per “arrivare” agli occhi di più persone possibili. CRAZY FOR ZAMBIA, l'iniziativa benefica per cui tantissime persone da tutto il mondo stanno inviando via facebook una fotografia in bianco e nero con una pentola in testa. Un gesto “folle” per far conoscere l’associazione ed i suoi progetti
Un gesto folle, ma semplice come lo è il concetto che è alla
base di Sport2Build ossia: lo sport non è fine a se stesso ma è un eccellente
strumento di educazione e sviluppo. Ed è proprio dalla passione per lo sport di
Matteo Sametti e Serena Borsani che nel 2010 nasce in Zambia Sport2Build Onlus.
Ma è già dal 2006 che i due fondatori iniziano ad organizzare in terra africana
varie corse podistiche coinvolgendo sempre più partecipanti fino a raggiungere
medie di 500 giovani dai 6 ai 40 anni. Due circuiti annuali chiamati “Never
give up!
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Zambia
15.5.13
Ricominciare a correre.
Iniziare a correre, smettere di correre e ritrovare
la motivazione per farlo.
Perché?
Questa è la storia di Emanuele, che dopo un periodo
avverso della sua vita ha ripreso a correre, ha ripreso a vivere.
Emanuele, quando hai iniziato a correre?
In verità sono
“nato” come ciclista, ma, mi sono avvicinato al mondo del running nel 2010.
La scelta del
podismo è nata quasi per “obbligo” poiché il tempo per allenarmi in bici era divenuto poco a causa del mio lavoro
che mi lasciava sempre meno spazio per la mia passione.
Per fare un
buon allenamento in bici, il ciclista puo’ stare in “ballo” piu’ di due ore,
mentre per il running il tempo è nettamente inferiore.
Mi appassiono
alla corsa in brevissimo tempo e sempre in breve, decido di cimentarmi in una
mezza maratona.
La voglia di
macinare chilometri, mi ha “narcotizzato” a tal punto, da voler provare a
percorrere la maratona.
E Venezia fu
la scelta per la prima 42 k , dopo solo 5 mesi di podismo.
Non mi
arrendo, non mi fermo e dall’entusiasmo di Venezia, dopo solo 3 settimane corro
Torino a 5 al chilometro, concludendola in 15 minuti in meno di Venezia.
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Lombardia, Italia
8.5.13
Il doping.
Il doping e
il suo “mondo bastardo”
Cosa spinge
un’atleta ad assumere doping?
Quali sono i
pensieri che si insidiano nella mente di queste persone?
Un’intervista
fatta ad un’atleta, che NON FA USO DI DOPING.
Ma che vuol
dar “voce” a questo gravissimo fenomeno.
Perché secondo te si arriva a doparsi?
“Arrivare”,
è il verbo piu’ azzeccato.
Al doping ci
si arriva per gradi, nulla è fatto di getto.
E’ un
lasciar sovrastare il “diavoletto” , che mette a zittire la nostra coscienza.
Chi arriva a
fare uso di queste sostanze, lo fa principalmente per due motivazioni.
La prima è
per “saziare il proprio ego”, bramare nella possibilità di sentirsi al “centro
del mondo”.
La seconda è
LA PAURA. Paura di non farcela, paura di deludere le aspettative di chi ci è
accanto, paura di deludere noi stessi, paura di fallire il lavoro costruito in
vari mesi, per arrivare a quella competizione al massimo della forma.
“ARRIVARE”
perché, non accettiamo i nostri limiti, cerchiamo sempre di spingerci oltre,
oltre quei “talenti” che madre natura ci ha concesso, desiderandone altri.
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Lombardia, Italia
1.5.13
Il Vegan.
Cosa spinge
una persona a diventare Vegan,
cosa significa essere Vegan e approcciare questo stile di vita?
cosa significa essere Vegan e approcciare questo stile di vita?
Vegan uguale
a privazione?
Di questo
tema ci parlerà Alessandra, la proprietaria di un centro benessere sito in
Samarate.
Alessandra, perché Vegan?
Vegan perché
il cambiamento dovrebbe partire da noi stessi.
Vegan perché
se si collaborasse gli uni con gli altri , il mondo potrebbe diventar migliore.
Vegan perché
si dovrebbe incominciare con il rispettare oltre agli “umani” anche gli
“animali e i vegetali” che io considero “ESSERI VIVENTI “ quanto me.
Vegan perché
corpo sano e mente sana.
Alessandra, ci sei arrivata per gradi o la tua è stata
una scelta netta, che ti ha portato a eliminare i prodotti di origine animale
dalla tua tavola?
Ho iniziato
con il diventare Vegetariana all’età di 18 anni, questo mio “approccio” è nato
“dall’informazione”.
Spesso mi
capitava di fermarmi ai banchetti animalisti, ascoltando e guardando immagini
di animali maltrattati.
Da qui è
innato in me un “senso di protezione”, avevo il desiderio “di proteggere” quei
poveri animali “maltrattati”
Il Vegan è
nato “spingendomi” sempre più nel “sapere” le sorti di questi poveri animali.
Ho scoperto
che la mucca per darci il suo latte, viene tenuta in vita anni, ed in questi
anni viene torturata, ho visto immagini di mucche con pus alle mammelle, mucche
inseminate manualmente, mucche strappate ai propri piccoli.
Galline
tenute in strettissime gabbie, in condizioni igieniche che farebbero
rabbrividire chiunque.
E poi pensi,
forse è meglio il destino di un animale da ”macello”, l’agonia dura molto meno.
E da qui il
mio totale assenteismo su tutto cio’ che e’ derivato da animale.
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Lombardia, Italia
24.4.13
L’Omosessualità’.
Quante
domande su questo tema, quanti perché
e quanti pregiudizi.
Si nasce omosessuali?
Si diventa omosessuali?
L’essere omosessuale è una perversione?
A queste domande risponderà un ragazzo che ha deciso di rimanere anonimo.
Ma il suo rimanere anonimo, non significa aver paura di mostrarsi.
Quando hai scoperto della tua omosessualità?
Cos’hai provato?
Non ho mai scoperto la mia omosessualità, o meglio, non l’ho scoperta da un giorno all’altro, come tanti dichiarano, già dall’adolescenza, mi sono reso conto di essere più attratto dagli uomini che dalle donne.
Le donne mi affascinavano, ma per la loro estrema femminilità, ma non avevo nessun tipo di impulso sessuale verso loro.
Infatti questa mia “curiosità’” per il corpo maschile, mi ha spinto a “provare” poco dopo la fine dell’adolescenza.
Si nasce omosessuali?
Si diventa omosessuali?
L’essere omosessuale è una perversione?
A queste domande risponderà un ragazzo che ha deciso di rimanere anonimo.
Ma il suo rimanere anonimo, non significa aver paura di mostrarsi.
Quando hai scoperto della tua omosessualità?
Cos’hai provato?
Non ho mai scoperto la mia omosessualità, o meglio, non l’ho scoperta da un giorno all’altro, come tanti dichiarano, già dall’adolescenza, mi sono reso conto di essere più attratto dagli uomini che dalle donne.
Le donne mi affascinavano, ma per la loro estrema femminilità, ma non avevo nessun tipo di impulso sessuale verso loro.
Infatti questa mia “curiosità’” per il corpo maschile, mi ha spinto a “provare” poco dopo la fine dell’adolescenza.
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16.4.13
Genitori e figli a confronto.
Genitori e
figli a confronto.
Quanto è difficile crescere un figlio oggi, quant’è difficoltoso stabilire un rapporto tra figli adolescenti e genitori.
Adolescenza… un percorso molto faticoso della vita di un giovane,un periodo fatto di mutazioni fisiche e mentali.
Un periodo dove, si crede di essere ormai “grandi”, dove si crede di aver imparato già tutto dalla vita, dove credi che, il “genitore” sia quasi superfluo.Oggi a raccontarci la sua storia è un papà di una ragazza adolescente.
Ha deciso di rimanere anonimo, ma ugualmente vuole “raccontarsi” per star vicino a chi come lui, ha a che fare con “figli problematici”.
Cosa vuol dire vivere la vita di un figlio adolescente?
Oggi giorno
è davvero complicato fare il genitore. Lo era anche un tempo,(poiché’ non ci si
“insegna” padri o madri), ma diciamo che ad oggi , tutto viene complicato dal
progresso.
Il progresso che, fa sentire noi “vecchi ignoranti” ed i nostri figli “grandi cervelloni onnipotenti”.
Con un esempio spiego il mio perché: Le istruzioni di qualsiasi apparecchio elettronico.
Un tempo, ricordo, che leggevo il manuale di istruzione prima di accingermi a azionarlo, ora invece: <<Papa’,sei sfigato,cosa fai?,leggi le istruzioni?, cia’, dammi qua!!!>>
Ed in men che non si dica, mi ritrovo con l’apparecchio funzionante e lei, mia figlia che mi guarda come se tu fossi la persona piu’ incapace del mondo!!!
Il dialogo è pari a zero e quando c’è è uno strillare, ammusarsi, ingiuriare e sbattere porte.
Il tutto ha iniziato a variare, nel periodo post cresima, per poi arrivare a peggiorare con il cambio di scuola, al passaggio tra le medie e le superiori.
Proprio all’inizio dell’adolescenza.
Quanto è difficile crescere un figlio oggi, quant’è difficoltoso stabilire un rapporto tra figli adolescenti e genitori.
Adolescenza… un percorso molto faticoso della vita di un giovane,un periodo fatto di mutazioni fisiche e mentali.
Un periodo dove, si crede di essere ormai “grandi”, dove si crede di aver imparato già tutto dalla vita, dove credi che, il “genitore” sia quasi superfluo.Oggi a raccontarci la sua storia è un papà di una ragazza adolescente.
Ha deciso di rimanere anonimo, ma ugualmente vuole “raccontarsi” per star vicino a chi come lui, ha a che fare con “figli problematici”.
Cosa vuol dire vivere la vita di un figlio adolescente?
Il progresso che, fa sentire noi “vecchi ignoranti” ed i nostri figli “grandi cervelloni onnipotenti”.
Con un esempio spiego il mio perché: Le istruzioni di qualsiasi apparecchio elettronico.
Un tempo, ricordo, che leggevo il manuale di istruzione prima di accingermi a azionarlo, ora invece: <<Papa’,sei sfigato,cosa fai?,leggi le istruzioni?, cia’, dammi qua!!!>>
Ed in men che non si dica, mi ritrovo con l’apparecchio funzionante e lei, mia figlia che mi guarda come se tu fossi la persona piu’ incapace del mondo!!!
Quali problemi “gravi” hai riscontrato nel vostro
rapporto?
Il primo
problema, che poi è alla base di tutto è la scarsa comunicazione e la mancanza
di “rispetto”.Il dialogo è pari a zero e quando c’è è uno strillare, ammusarsi, ingiuriare e sbattere porte.
Il tutto ha iniziato a variare, nel periodo post cresima, per poi arrivare a peggiorare con il cambio di scuola, al passaggio tra le medie e le superiori.
Proprio all’inizio dell’adolescenza.
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Lombardia, Italia
10.4.13
Francesca e il suo correre.
La trovi
anche quando tutto attorno è buio , la trovi anche quando , alla fine del “tunnel”
non vedi
la luce….
L’amore,
quanto fa male L’amore.
Ho deciso di
raccontarvi la mia storia.
Il mal d’amore,
quel male che, prima o poi colpisce tutti.
Ma come si
reagisce?
Io ho
reagito cosi’.
Perché hai iniziato a correre? Da quanto pratichi
questo sport?
Parto subito
col dire che la corsa non è uno sport, ma uno stile di vita, detto questo posso
raccontare il perché.
Io ho
iniziato a correre esattamente 11 aprile 2012, il giorno in cui, visibilmente
provata, mi sono avvicinata alla pista di Atletica di Casorate, per gareggiare
sulla distanza dei 3000m.
Ero molto
stanca, stravolta è la parola giusta.
9 aprile, 2
giorni prima, la mia relazione che durava da ben 9 anni, si è vista apparire la
parola “FINE”.
Ricordo
benissimo quel giorno, nella mia mente è ancora molto nitido.
Una
coltellata, in pieno petto,il sangue dalla ferita lacerata scorreva a fiumi, ma
sul mio viso nemmeno l’ombra di una lacrima.
Pietra, ero
una statua, fredda, glaciale.
Dentro morivo,
anzi ero gia’ morta.
Una sua foto
postata su facebook, un “mi piace” cliccato .
Ubicazione:
Lombardia, Italia
3.4.13
I genitori sono i pilastri indistruttibili della nostra vita.
Sono coloro
che, ci accompagnano mano per mano, ci sollevano dalle cadute e ci insegnano a
trarre “vantaggi” da essa.
Ma quando
uno dei due pilastri viene a mancare e lentamente si consuma dinanzi a occhi
attoniti di chi li ama profondamente?
Questa è la
storia di Consuelo, una giovane donna al quale un cancro ha strappato via la
sua mamma.
Ed è qui per
raccontare il suo vissuto, perché purtroppo questo dolore è “comune” a tanti.
Quel giorno in cui si scopre la causa ai malesseri, quel giorno in cui mai vorresti sentir pronunciare quella maledetta frase “ha un tumore” , vuoi raccontarla ?
Ricordo
perfettamente quel giorno, lo ricordo proprio come se fosse ieri.
Era il 27
dicembre 2005, avevo 24 anni ed ero
incinta di 4 mesi.
Mi trovavo a
Napoli, (ero scesa dalla famiglia del mio compagno) per festeggiare il
capodanno.
Squilla il
telefono e dall’altra parte mia sorella;:“Consu, Consu, sono all’ospedale con
mamma, non preoccuparti, le hanno trovato dei calcoli, ma tutto bene,
tranquilla.
Sfortunatamente,
la voce di Tonia (mia sorella), smentiva la bugia che mi aveva appena detto, ma
a parte questo, gia’ sentivo che c’era
qualcosa di ben piu’ grave.
Per
proteggermi (ero incinta da 4 mesi) hanno cercato, “malamente” di tenermelo
nascosto, ma il giorno in cui portarono ad analizzare la matassa, (per esser
certi della diagnosi) io ero li, ero li accanto alla mamma e quella maledetta
frase, rimbomba ancora nella mia mente.
“Abbiamo i
risultati, purtroppo vostra madre, ha un tumore al pancreas”
Una doccia
gelida, il sangue si è congelato nelle mie vene. Ho sentito il mio corpo precipitare
in un abisso.
Era L’8
gennaio 2006.
Ubicazione:
Lombardia, Italia
30.3.13
AUGURI
Etichette:
Tegami group
Ubicazione:
Samarate VA, Italia
27.3.13
I genitori si separano.

E i figli?
Che fine fanno? Come staranno?
Li terra’
la madre, li terra’ il padre….
Giorni
stabiliti per le visite, tribunali, avvocati, nei peggiori casi psicologi.
Queste sono
appunto le problematiche , che possono insorgere, quando a carico si hanno
figli minori.
Ma quando
la separazione entra delle vite di figli gia’ grandi, sposarti ,magari con con
figli?
Quando il
genitore che si separa probabilmente è un nonno a tempo pieno?
Quando la
coppia in questione ha alle spalle un matrimonio di 35/40 anni?
Cosa
avviene nella vita di questi figli/genitori?
La
protagonista di questa spiacevolissima storia è una figlia/mamma, di genitori
separati.
Ha scelto
di raccontarci la sua storia rimando anonima.
Come sei venuta a conoscenza della separazione?
Cosa è successo fuori e dentro di te?
“Papa’ ha
un’altra donna, tuo padre mi ha tradita”
E’ stato il
risveglio piu’ brutto della mia vita, quel risveglio dove le parole non lasciano
spazio alle reazioni.
Il mio
corpo inerte, ma la mia mente in quella frase ha ripercorso tutta la mia vita,
rivivendo i momenti piu’ belli di vita familiare e cancellando quelli brutti.
Probabilmente
non volevo accettare quella frase e quell’evocare immagini belle mi ha
sicuramente tutelata dall’avere una reazione emotiva, che in quel momento non
avrebbe di certo aiutato mia madre.
Ma dopo il
“risveglio” le mille domande i mille pensieri e i mille perché.
Non sono
mai andati d’accordo, fanno bene ,hanno preso la decisione giusta!
Ma perché
papa’ non l’ha detto prima della sua relazione? (si sarebbero tolti un peso
entrambi).
Perché
papa’ mi ha ferita?
Perché
papa’ mi ha voluto dare questo enorme dolore?
Perché
papa’ non ha pensato a me, a noi, ai suoi figli?
Piu’ le
domande avanzavano nella mia mente, piu’ il petto mi faceva male.
Quelle
domande mi stringevano il cuore recandomi un dolore mai provato sino ad ora.
E nella mia
mente, invadente un’ immagine, oserei dire il colpo di grazia.
Eccoli
mamma e papa’, vecchi, pieni di rughe, eccoli li dopo il “vaffanculo,
sorridenti si scambiano una carezza in segno di pace”.
Eccoli li
IMBRONCIATI, ma ancora insieme.
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